Temporary shop: una strategia da pianificare
A partire dagli anni 2000, una nuova pedina del marketing strategico è stata sfruttata da diverse società, prima inglesi, e successivamente mondiali: si tratta del temporary shop o temporary store.
Per capire di cosa si tratta, basta affidarsi alla traduzione: sono negozi a tempo, allestiti ad hoc per periodi solitamente non superiori ad un mese, con lo scopo specifico di lanciare una nuova collezione, promuovere un marchio, testare il potenziale di un prodotto, eventualmente proporre affiliazioni o trovare nuovi clienti.
L’idea chiave è quella di attirare nuovi visitatori ed affascinarli, non solo esponendo un prodotto o servizio, ma offrendo un’esperienza che colpisca i diversi sensi.
Ecco perché la riuscita del temporary shop si basa innanzitutto su un accurato studio della comunicazione: in primis la location, che deve essere scelta con cura (esistono dei siti dedicati), viene arredata in modo che comunichi lo stile aziendale e stupisca il visitatore, perciò si usano colori anche forti, una grafica d’impatto, presentazioni multimediali, eventualmente musica e delle soluzioni espositive non banali.
In secondo luogo l’esposizione, che sia di prodotti o di servizi, deve essere mirata, quindi meglio pochi prodotti concentrati piuttosto che molti e dispersivi: si consiglia sempre di puntare sulle novità, oppure su alcune specifiche linee di prodotto, in modo che l’esperienza offra una riconoscibilità del marchio o del servizio.
Fondamentale anche il periodo di apertura: spesso si fa coincidere con il cadere di un evento importate, in modo da aumentare il bacino di utenza, e pubblicizzato con largo anticipo tramite vari canali. In questo periodo di assenza degli eventi fieristici, l’alternativa del temporary shop può essere molto interessante per perseguire degli obiettivi di crescita, fidelizzazione, promozione. Una sua valutazione tra le possibili strategie di marketing non deve mancare.